04 apr 2014

L'agosto del pesce volante e del pettirosso timido

Hiroji ha appena messo in acqua la sua barchetta e sorride

Ha passato tutto il mese d'agosto ad aggiustare, catramare e ridipingere lo scafo, interrompendosi solo per il pranzo, all'arrivo di Miku. La sera spesso neanche il tempo per una vasca ristoratrice, si infilava a letto senza lavarsi.

Sembra avere i capelli brizzolati: la vernice bianca non se ne va neppure con il solvente; ride, quando si guarda allo specchio, perché gli pare di vedere suo nonno Hogai che lo guarda dall'altra parte
Il viso di Miku gli appare da sopra la spalla "sciocco marito, dovrò tagliarti i capelli."

ll bianco é il colore che costa meno all'emporio.
Mamoru, il padrone,  lo ha ben preso in giro, perché é anche il colore del lutto.
"Che fai Hiroji - gli ha detto - ti  stai preparando per il tuo funerale?   Se vuoi ti regalo questa lattina di rosso,  così almeno ci scrivi qualcosa per il buon augurio, sulla barca dei morti"

Col rosso Hiroji ha tracciato il FU e il TAO ( la fortuna e la pesca)
La  barchetta è venuta proprio bene. Che ridano pure per il colore, pensa , mentre la trascina in acqua  per un giro di prova.

**
Acqua calma come olio. E' una rara giornata fresca, il cielo  terso  come  vetro appena lavato, Hiroji  ha sistemato la rete e si gode quell'aria che sa di sale e pizzica un po' il naso, poi si perde a guardare la linea netta dell'orizzonte e quasi si assopisce nell'impercettibile dondolio.

Un tonfo.

Sta là, proprio davanti a lui,  sbatte la coda e apre e chiude la bocca affannosamente. Ogni volta che si rigira fa un rumore così forte da far stare male  ed e così strano per via delle ali.
Li ha  visti solo  da lontano o  nelle stampe gyotaku i pesci volanti.

Dal vero è terribile e insieme bellissimo.

Il pesce apre disperatamente la bocca e lo guarda, sembra voler parlare. Non sa perché ma gli ricorda Momo,  la mamma di Miku, che è morta solo tre mesi fa.
Hiroji sorride al pensiero che la suocera  non apprezzerebbe molto il paragone.


"Cosa vuoi dirmi?" si sente chiedere, e s'immagina già quando lo racconterà a Miku  questa sera, ma farà finta di esserselo sognato, perché non si arrabbi, non può certo  dirle che ha visto davvero  la mamma pesce.
Lui, lei? lo guarda e apre ancora di più la bocca.
"Momo, - sussurra poi timidamente -  Miku è  triste, ogni sera ti prega e accende gli incensi davanti al Butsudan.  Non chiedere più,  le dico, non importa,  sono felice anche  così "

Il pesce lo guarda sempre fisso, poi con un ultimo violento sforzo salta atterrando sul dorso.
Ora è capovolto, la bianca pancia luccica al sole, le ali ripiegate paiono quasi accartocciarsi..
Hiroji ne ha pena,  si china per prenderlo e ributtarlo in acqua, e proprio quando lo afferra  tutto  intorno si fa sempre più chiaro e confuso e gira gira gira vorticosamente.
Hiroji vede la barchetta fluttuare nell'aria mentre gli sembra come di volare attaccato a Momo-pesce che ora si trasforma in  un lucente aquilone e lo trascina  sempre più in alto,  più in alto, finché vede di nuovo di sotto la barca dondolante sul mare e lui- ma se sono qui?- lui galleggiare immobile vicino allo scafo.

**

Miku è allo specchio e si  pettina, poi lo sguardo va giù, dove qualcosa di nuovo fiorisce. "Ha un prezzo "aveva detto nel sogno lo strano pesce volante con la voce di mamma, e ora comprende.

Rimpiange di non aver avuto il tempo di tagliare i capelli al suo Hiroji

Miku dorme e sogna ancora: è una giornata così luminosa, l'aria sembra lavata e lei è allo specchio e si pettina; all'improvviso entra un pettirosso, si posa un attimo sulla sua spalla e subito vola via.

Miku si sveglia e lo dipinge per non dimenticarlo

disegno di shozo ozaki

disegno di shozo ozaki




















questa specie di triste fiaba è un altro esercizio di scrittura per la DC
l'eds di aprile della Donna Camèl

sono insieme a me... io
io – bianco come il bagno nel mese dei lucci
Lamento di una giovane morta
Il soffio della vita
Austinu
Caramelle
Una mano di bianco
Chi s’è mai sognato di mangiare una rondine?
Missisippi
La lista
Diffidenza
L'incanutito e la salata immensità
L'occhio del branzino deve essere bianco
EDS in piccolo
Minnie
La favola del pesciolino bianco e del principe pescatore
Le diottrie del sig. Paolo
La solitudine del sabato
Il pesce contacaratteri

Petr e la sua Mìlena

6 commenti:

  1. Anche questo è una meraviglia: non so che dire.

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  2. Scritto da dio, e divinamente concepito e realizzato. Grande Angela.

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  3. Da leggere, e da rileggere!

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  4. Quasi un haiku in forma di prosa. Leggiadro come la cultura giapponese dove la tragedia di una morte diventa solo tristezza o almeno facciamo a cambio con altra vita.

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  5. Eccomi a ringraziare gli ediessari che hanno apprezzato questo bis un po' fuori dal mio repertorio....la cammella ha rotto un altro muro ... E questa storia si è scritta da sola come se fosse stata sempre lá e io mi domando ne troverò ancora di storie che mi portano così lontano? Grazie ancora per le belle parole ...vorrei provare unhaiku davvero ....alla prossima

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